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Testimonianza di una ballerina

Date: marzo 27, 2017 Author: admin Categories: Avvisi, DanceAttitude, Eventi, News

 

 

“La mia passione per la danza è nata tra i petali di un fiore all’età di sei anni quando per la prima volta sono salita su un palcoscenico. Ero un piccola campanella del giardino di un castello fatato. Vedere tutte quelle persone che mi guardavano metteva paura ma nello stesso tempo ero entusiasta di ballare e di mostrare a tutti il mio tutù.

Inizialmente era un gioco, un passatempo, un modo per stare insieme ad altre amiche. A danza mi divertivo e adoravo indossare quelle scarpette così buffe. Con il trascorrere degli anni intuivo che la mia passione cresceva, che non era più un gioco o un passatempo, la musica mi faceva sognare, liberare da ogni pensiero e danzare, danzare soltanto…

Ancora oggi a 16 anni dal mio debutto ballare mi emoziona, mi da gioia e tanta felicità. Salire sul palcoscenico e danzare per gli altri, ma soprattutto per me stessa è qualcosa di unico e inspiegabile.

È difficile da descrivere, solo una persona che lo prova può capirlo. Perché la danza è l’unica vera fonte attraverso la quale si possono esprimere in libertà le proprie sensazioni, anche quelle che non si riesce a descrivere a parole. 

In ogni saggio, in ogni spettacolo è come se si ripetesse la magia del primo balletto; ritornare a sei anni, con quel tutù che mi faceva sentire una principessa. I preparativi, l’attesa dietro le quinte, i minuti che precedono l’entrata in scena, sono tesissimi. In quei pochi istanti la mente è in tilt, i mesi di lavoro, le ultime prove sembrano essersi volatilizzate, la salivazione si ferma, le gambe tremano, la paura aumenta,  il cuore batte, batte all’impazzata, penso che non devo deludere chi mi sta guardando, la mia insegnante, me stessa.

Ecco, le luci si spengono. 

Ultimo respiro profondo, si entra!!!

Ed ora tutto è passato, il mio corpo, è trasportato dalle note dalla melodia, penso ai passi successivi e a trasmettere quella che è la mia passione, sempre con un sorriso ed un portamento impeccabile. Le ultime note… silenzio… le luci calano… scroscio di applausi.

Che bello!!!

Si sorride ancora, forse il sorriso più vero, un sorriso di soddisfazione perché ce l’ho fatta,  un sorriso un po’ amaro perché tutto il lavoro è quasi terminato in poche ore. Prove su prove, le ultime…dove i passi quei maledetti passi vengono provati e riprovati fino allo sfinimento.

In quei giorni il clima è teso, tutti noi protagonisti siamo elettrizzati, la mente pensa solo li, l’adrenalina è alle stelle, ognuno ha il suo modo per scaricare la tensione, chi si riscalda, chi non sta fermo un secondo, chi ripassa, chi fa gli scongiuri, chi batte i piedi, chi è impazzito! Ma, come tutte le cose belle finiscono in fretta e una volta terminato occorrà pazienza ed aspettare il successivo spettacolo. 

Anche se ero consapevole che non sarei mai diventata una ballerina professionista con le mie forze sono riuscita a realizzare un sogno, un sogno che non tutti riescono a coronare perché come in tutte le cose oltre ad avere costanza la danza deve essere portata nel cuore.

Essa deve essere coltivata e mai trascurata. O la si ama o le  si è indifferenti…”

 

 

L’articolo è tratto da: https://giadina.wordpress.com